La fioritura invernale lungo le sponde del Tevere

Posted on 22/08/2010

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Durante l’inverno del 2008 si è avuto a Roma un periodo particolarmente piovoso che ha esposto al rischio di esondazione alcune zone lungo il corso del Tevere non protette da argini. A Ponte Marconi il fiume scorre tra argini naturali che sono diventati come i giardini pensili di Babilonia, fatti a terrazze, sulle quali trovano posto un maneggio, due centrisportivi e l’attracco per la navigazione sul Tevere. Dato il livello preoccupante del fiume, era stata messa anche in stato di allerta la Protezione Civile e il Ponte per buona parte della giornata era stato chiuso al traffico. Poi tutto è ritornato alla normalità e il livello del fiume fortunatamente si è abbassato ai livelli di guardia. La cosa sorprendente è che, con la fine delle piogge, sembrava essere spuntata la primavera con la meravigliosa fioritura degli alberi che si trovano lungo le sponde. Guardando meglio però quei fiori altro non erano che i residui lasciati dal passaggio delle acque a livello delle fronde, erano sacchetti di plastica e stracci di ogni genere rimasti impigliati tra i rami. Che delusione, altro che primavera anticipata! Quello era l’emblema del sudiciume che viene trasportato dal Tevere, dalla città al mare. Hanno ragione gli ecologisti e quelli di greenpeace a dire che i nostri scarti sono la causa dell’estinzione di varie specie acquatiche, non ci sono solo i rifiuti gettati dalle navi e dalle imbarcazioni che solcano il mare ogni giorno, ci sono anche i rifiuti che le città scaricano in mare.

Elettra Prodan

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