Wikileaks, accuse infondate al suo leader Julian Assange

Posted on 22/08/2010

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Chiunque tenti di andare oltre le immagini che gli Stati si creano è oggetto di attacchi che mirano a screditare coloro che propongono delle verità scomode. In Italia ne abbiamo una prova nella controversa vicenda di Michele Santoro, giornalista più volte estromesso dai programmi ufficiali. Nel mirino del sistema ora c’è il fondatore di Wikileaks, l’australiano Julian Assange che è stato accusato in Svezia di stupro e molestie  segnalate dal tabloid svedese Expressen. Le accuse che gli sono state mosse non sono state accreditate dai Pubblici Ministeri che hanno revocato il mandato di arresto nei suoi confronti e lo hanno dichiarato “non sospettato di stupro”. Wikileaks è un’organizzazione internazionale di proprietà di “The Sunshine Press” che riceve documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web. Una specie di “Wikipedia parallela” che ha come filosofia quella di pubblicare e far circolare materiale riservato, documenti o video segreti o occultati, garantendo l’anonimato delle fonti.  Il Times Magazine ha scritto che “…potrebbe diventare un’importante strumento giornalistico come il Freedom of information act.” Il sito è curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, scienziati; i suoi obiettivi primari sono le nazioni dell’ex Unione Sovietica, dell’Africa sub-sahariana e del Medio Oriente, comunque, i cittadini di ogni parte del mondo possono e sono invitati ad inviare materiale “che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende”. L’organizzazione si occupa di verificare l’autenticità del materiale e poi lo pubblica tramite i propri server dislocati in Belgio e in Svezia (due Paesi con leggi che proteggono tale attività), preservando l’anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella “fuga di notizie”, gran parte dello staff del sito, come gli stessi fondatori del progetto, rimangono per ora anonimi. Wikileaks recentemente ha pubblicato decine di migliaia di documenti statunitensi relativi alla guerra in Afghanistan e ha detto che si prepara a pubblicare un altro lotto di 15.000 documenti al più presto. Tuttavia, alcuni pensano che le accuse potrebbero essere legittime, restano soltanto i dubbi che la campagna diffamatoria scatenata nei suoi confronti ha insinuato sulla sua persona, non sui documenti pubblicati e sulla funzione che Wikileaks ha nel panorama della libera informazione.

Elettra Prodan

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Posted in: Attualità