Testamento di Elettra

Posted on 17/09/2010

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Figli miei adorati,
figli di un’idea che ha governato il mondo: l’utopia, nata dopo il termine di un conflitto che aveva lasciato dietro di se soltanto miseria e tanta voglia di ricostruire per porre le basi di una nuova società. Fui generata, oltre mezzo secolo fa, da una donna salda nei suoi principi e forte, che ha saputo educarmi secondo onestà e rettitudine e da un padre che mi ha trasmesso la sua sensibilità e il saper affrontare le difficoltà della vita con humor e ironia, oltre all’amore per la sua terra d’origine, la Valsesia in Piemonte. Entrambi mi hanno insegnato che l’amore unisce e rende solidali gli esseri umani e che la dignità è un valore imprescindibile di tutti gli uomini che nessuno ha il diritto di calpestare. Il senso di giustizia e la mia innata tendenza a prodigarmi per la difesa dei più deboli e di chi subisce dei torti, forse è sorto proprio nell’infanzia quando vedevo le difficoltà di vivere dei miei e la loro capacità di darmi, malgrado tutto, un’infanzia felice, una zona protetta dai pericoli della vita. Mia madre mi ha infuso l’amore per lo studio e la curiosità che ho sempre avuto, mi hanno portato a cercare delle risposte a tutto quello che mi era sconosciuto e anche se ho raggiunto un livello soddisfacente, date le difficoltà che ho incontrato nella vita, ancora oggi la sete di sapere non si è placata. La conoscenza attinge ad una fonte inesauribile: l’umano sapere tramandatoci dai nostri avi, quelli a cui noi dobbiamo del rispetto soltanto per essere esistiti, per aver permesso che la fonte non si sia estinta. L’anelito che univa la mia generazione, l’aspirazione ad un mondo più libero e a misura d’uomo, mi ha visto affacciare all’adolescenza e alla giovinezza con tanta voglia e consapevolezza di poter cambiare il mondo a cominciare dalle azioni quotidiane, nelle piccole come nelle grandi cose. Si era passati da un conflitto che aveva interessato tutto il mondo a conflitti locali che non sono stati meno sanguinari e, proprio perché localizzati, anche più lunghi. Ancora oggi ci sono guerre e violazioni dei diritti umani in molte parti del mondo in Sudamerica, in Africa, in medio Oriente, ai confini tra l’India e la Cina, nelle isole che stanno tra la Cina e l’Australia e quello che è peggio è che in tutti questi paesi la guerra viene combattuta anche dai bambini. Queste aree del mondo sono anche quelle che mantengono la pena di morte nei propri ordinamenti e quelle in cui è presente lo sfruttamento minorile. La mafia è estesa in quasi tutto il mondo c’è l’USA mafia, l’EME nel Messico, Cosa Nostra in Europa, medio Oriente e a Lagos in Africa, la mafia Russa, la Triade cinese e la Yakuza giapponese. Malgrado tutto questo ci sono delle iniziative di pace delle quali le religioni sono il motore, il dialogo aperto fra i popoli, purtroppo non mancano fanatismi e intolleranza in alcune zone del mondo non ancora evolute che recano danno e pregiudizio allo svolgimento del cammino di pace intrapreso dai capi di queste Chiese. Anche il mondo laico e la cultura hanno un ruolo fondamentale nel dialogo tra i popoli verso la pace e l’azione di molti governi è rivolta a sanzionare quei comportamenti eticamente esecrabili. Tutto questo fa presagire che ci sia ancora una speranza di salvezza dalla distruzione che l’uomo sta compiendo, preoccupandosi solo del privilegio e del proprio benessere attuale e non delle risorse del pianeta e del futuro di coloro che resteranno. Noi non siamo i padroni della terra ma solo degli ospiti che, prima o poi se ne andranno e lasceranno dietro di se il risultato delle proprie azioni, esecrabili o giuste che siano.
Dato che non ho accumulato nel corso della vita ricchezze o beni di cui possiate godere, vi lascio in eredità un mondo che non mi piace affatto, dove si combatte una guerra fra poveri, dove l’ingiustizia compiuta dal simile verso il suo simile è d’uso quotidiano e questa schiaccia gli uomini più degli abusi del potere e delle brame che l’oro e l’ambizione possano scatenare in essi. Vi lascio un mondo che ha bisogno del contributo della scienza per poter progredire ma questa viene emarginata e relegata ad un ruolo secondario, se non addirittura inferiore, per mancanza dei fondi di cui ha bisogno per poter avere slancio. Un mondo in cui non si pensa alle fasce di cittadini più deboli, in cui le infrastrutture sono del tutto carenti, soprattutto per i disabili che vivono in un mondo a loro non accessibile. Un mondo in cui gli sprechi energetici e delle risorse sono danni inestimabili e che solo riducendo questi ci sarebbero una quantità di aiuti sufficienti per quei luoghi del mondo dove si muore per denutrizione, malattie e povertà. Un mondo dove il commercio equo e solidale dovrebbe andare a correggere la ricerca del profitto ad ogni costo da parte di tutti quelli che operano nel settore. Sappiatene fare un buon uso, come penso di aver fatto io e non stancatevi di far circolare il vostro pensiero, volgetelo in positivo e non cessate mai di risvegliare le coscienze di coloro che vi circondano e che vi sono cari, non lesinate loro mai un gesto d’affetto o la manifestazione della vostra amicizia, perché quando essi non saranno più nella vostra vita lasceranno un vuoto che solo la consapevolezza di averli resi felici può colmare. Al di là delle grandi cose solo questo ci può dare la misura del nostro essere o non essere vissuti invano.

Elettra Prodan
Roma, 17/9/2010

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