Quello che occorre

Posted on 26/09/2010

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Da ogni dove siate arrivati qui, siete nel posto giusto per incontrare altri come voi che hanno a cuore il destino dell’Italia in quanto Paese civile, e hanno ben presente che questo destino è ancora molto da costruire: insieme.

Quello che occorre è il rifiuto della grande semplificazione che il berlusconismo ha imposto sulle coscienze, prima strisciandoci dentro per via catodica e poi dominandole apertamente per via politica.

Quello che occorre è essere messi nelle condizioni di comprendere i rapporti di forza reali che determinano la vita dei cittadini italiani e dei residenti nel nostro paese, e alla luce di questa conoscenza agire per provare a rendere la vita di tutti semplicemente civile, moderna, regolata da leggi giuste e condivise, proiettata in un futuro di sviluppo, con pari opportunità concrete e nel rispetto della sostenibilità globale.

Quello che occorre è una risorsa di democrazia, un’esperienza autoformativa di civismo e di intelligenza e di generosità, un anticorpo collettivo contro l’autoritarismo del potere e la sudditanza di massa.

Quello che occorre è stare con la schiena dritta, ciascuno nell’insopprimibile individualità e però uniti come movimento razionale, quale in italia non se ne vedono troppi in un secolo.

Quello che occorre è un organismo vivente, un tessuto senza centro e con tanti centri, dalla membrana esterna tanto porosa da non esserci quasi membrana, però connesso fortemente al proprio interno da un’etica del rispetto e del coraggio, resa più efficace dalla condivisione di poche regole basilari di comunicazione e di decisione.

Quello che occorre è qualcosa che dia modo ai cittadini italiani e a tutti i residenti di sperimentare un’alternativa reale alla tentazione dell’autoisolamento risentito e impotente che la contemporaneità ci inietta nel cuore.

Quello che occorre non è un partito, non è un sindacato, non è un movimento gregario rispetto a una qualche figura nota al grande pubblico, ma una traiettoria del tutto innovativa, estenuante ma impagabile, che ha dinanzi a sé tutto il proprio arco.

Quello che occorre è un antidoto alla tendenza tutta nazionale, storica, che faceva dire a gramsci “odio gli indifferenti”, scrivere a flaiano dell’italia “che la questione è grave ma non seria”, e che fece isolare pasolini e la sua implacabile, struggente, lucidità come un affare da froci.

Quello che occorre è vincere la scommessa di riuscire a trovare una frase nuova per chiedere alla gente “come stai ?”, e di saper capire la risposta comunque formulata.

Quello che occorre non è un manifestazionificio, non è una molla caricata a slogan.

per ciò che occorre DAVVERO, Piazza Ricostituente NON parteciperà al nobday2 del 2 ottobre a roma.

Testo tratto dal gruppo Piazza Ricostituente di Paolo Andreozzi

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