Il cimitero acattolico di Roma

Posted on 06/12/2010

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Cimitero acattolico alla Piramide Cestia a Roma

Anni fa mi è capitato di visitare uno dei posti più belli e degni di visita di Roma,  una passeggiata rilassante in mezzo al verde del cimitero acattolico. Pur essendo nata e vissuta a Roma ho conosciuto questo incantevole angolo della mia città grazie all’iniziativa dell’insegnante di letteratura Inglese, la Prof.ssa Isemberg, originaria della Virginia, che ricordo con molto piacere. Per me che credevo di conoscere sufficientemente bene Roma, pur essendo consapevole è piena di angoli nascosti legati alla storia o ad aneddoti,  è stata una piacevole sorpresa ed è per questo che riporto integralmente l’articolo di Rachele Mannocchi perché credo che non ci sia altro da aggiungere se non le proprie impressioni personali.

Elettra Prodan

A lato della Piramide Cestia, si trova il cimitero acattolico, un angolo di pace e silenzio surreali in mezzo al traffico metropolitano. Uno dei posti più incantevoli della Roma nascosta.

Testo integrale di Rachele Mannocchi

La poetica pace del Cimitero acattolico A ridosso delle Mura Aureliane, a lato della Piramide Cestia, si trova il cimitero acattolico, un angolo di pace e silenzio surreali in mezzo al traffico metropolitano. Denominato un tempo “Cimitero degli stranieri”, “dei protestanti” o anche “degli artisti e dei poeti”, il cimitero di Testaccio è uno dei più antichi cimiteri ancora attivi in Europa e vanta un passato ricchissimo che si respira nelle viuzze strette di uno dei posti più incantevoli della Roma nascosta, tra centenari cipressi, piante di mirto e d’alloro, rose selvatiche e cangianti camelie. La zona dove sorge il cimitero, ancora nel ’700 e fino ai primi anni dell’800 faceva parte dell’Agro romano, ed era nota come “i prati del popolo romano”; così viene indicata nella pianta della città di Giovanni Battista Nolli del 1784, forse il primo documento che attesti ufficialmente il luogo dell’attuale cimitero. La legislazione dello Stato Pontificio vietava ai non cattolici di essere sepolti in chiesa o in terra benedetta e si dovettero creare nuove aree dove seppellirli, rigorosamente di notte per non suscitare l’avversione e il fanatismo religioso del popolo, appena fuori dalle mura cittadine. Grazie alla richiesta dei rappresentanti diplomatici di Prussia, Hannover e Russia di recingere a proprie spese il cimitero, nel 1821 la Segreteria di Papa Pio VII Chiaramoti ne autorizzò l’apertura ufficiale. Nonostante la maggior parte dei suoi monumenti commemori cittadini di paesi protestanti, nel cimitero acattolico vi sono sepolte anche persone di altre fedi religiose: greco-ortodossa, russo-ortodossa, ebraica, islamica e anche cattolica.

Qui dormono insieme l’ultimo sonno visitatori stranieri, in gran parte studenti, scrittori ed artisti, che nell’epoca del Romanticismo e del Neoclassicismo si recavano a Roma dall’Europa del Nord. Come i poeti inglesi John Keats, Percy Bysshe Shelly e Joseph Severn, ma anche August von Goethe, figlio del celebre scrittore. Celebre è l’epitaffio inciso sulla lapide di Keats: “Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide. Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua” Un’altra sepoltura degna di nota è quella dello scultore statunitense William Wetmore Story; sopra la tomba che lo accoglie è installata una scultura in marmo di grande realismo denominata “l’Angelo del Dolore”, che raffigura un angelo disteso sul sepolcro che piange la morte della moglie, anch’essa sepolta nello stesso simulacro. Riservato inizialmente ai non cattolici stranieri, col tempo il cimitero ha accolto anche intellettuali italiani che rappresentavano una cultura in qualche modo alternativa, “straniera” rispetto a quella dominante.

Primo fra tutti Antonio Gramsci, illustre esponente del pensiero marxista italiano, la cui sepoltura è stata immortalata dai versi di Pier Paolo Pisolini ne “Le Ceneri di Gramsci”, ed inoltre Carlo Emilio Gadda, Antonio Labriola, il poeta romano Dario Bellezza, il fisico nucleare Bruno Pontecorvo e la famiglia Marconi.

Passeggiando fra le lapidi è possibile scoprire delle vere e proprie opere d’arte, come la celebre “Psiche che si sveste delle sue spoglie mortali”, citata da D’Annunzio ne “Il Piacere”, l’imponente “Angelo della Resurrezione” ed innumerevoli reperti di epoca romana impiantati sui sepolcri ottocenteschi.
Fine del testo di Rachele Mannocchi

John Keats riposa nella “parte antica” del cimitero, sulla sua lapide é incisa una lira greca con quattro delle otto corde rotte. Joseph Severn che è sepolto accanto a lui lo interpretò come un modo per mostrare il genio di Keats spezzato prematuramente dalla morte.

La lapide mostra questa scritta:

Questa Tomba
contiene tutto ciò che fu Mortale
di un
GIOVANE POETA INGLESE,
Che
sul suo Letto di Morte,
nell’Amarezza del suo Cuore
verso il Malvagio Potere dei suoi Nemici,
Desiderò
che queste Parole venissero incise sulla sua Lapide
“Qui giace Uno
Il cui Nome fu scritto nell’Acqua”
24 Febbraio 1821

In realtà keats avrebbe voluto che sulla sua lapide si scrivesse solo “Qui giace Uno il cui nome fu scritto nell’acqua”, il resto lo aggiunsero Joseph Severn e Charles Brown  perchè Keats era stato stroncato dalla critica letteraria e ingiustamente trattato dal suo tutore, volendo esprimere così la sua e la loro amarezza.  In effetti, fu proprio la sua sensibilità e generosità verso gli altri a farlo soffrire, poichè Keats visse in ristrettezze economiche per aver prestato dei soldi agli amici e anche al fratello George, la sua malattia degenerò fino alla morte perchè viveva in ristrettezze economiche.

Antonio Cippico è stato un docente e un politico italiano, Senatore del Regno d’Italia nella XXVI legislatura.  Professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Londra e socio della Royal Literary Society, è noto per essere stato il fondatore e direttore della rivista “Archivio storico della Dalmazia”. Nato a  Traù (Spalato) in Dalmazia, morì a Roma il 17/1/1935 ed è sepolto nel cimitero acattolico, a lui è dedicata una via del Quartiere Giuliano Dalmata di Roma.

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