Il pensiero attuale, analogia al preludio del Nazismo

Posted on 03/02/2011

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Montesquieu – Lo spirito delle leggi.

La libertà è il diritto di fare tutto quello che le leggi permettono; e se un cittadino potesse fare quello che esse proibiscono, non vi sarebbe più libertà, perchè tutti gli altri avrebbero questo potere. La democrazia e l’aristocrazia non sono Stati liberi per loro natura. La libertà politica non si trova nei governi moderati. Tuttavia non sempre è negli Stati moderati; vi è soltanto quando non si abusa del potere; ma è un’esperienza eterna che qualunque uomo che ha un certo potere è portato ad abusarne; va avanti finché trova dei limiti. Chi lo direbbe! Persino la virtù ha bisogno di limiti. Perchè non si possa abusare del potere bisogna che, per la disposizione delle cose, il potere arresti il potere!

Se le donne che hanno lottato per l’emancipazione e che, talvolta, sono morte, potessero assistere all’involuzione che sta avvenendo nella società, nel pensiero e nell’atteggiamento delle donne, forse tornerebbero qui a scuotere le nostre coscienze e a dirci di non permettere che esse siano morte invano. Quello che si sta verificando attualmente, in Italia, è un fenomeno che riecheggia quella che fu la filosofia e le idee propugnate in Europa, prima dell’avvento del nazismo e, quello che è più preoccupante, è che le donne, o almeno una parte di esse, guardano compiaciute ad un sistema che le relega al ruolo di bamboline sempre pronte a servire e compiacere l’uomo. La moltitudine di donne, accorse  in occasione della venuta di Gheddafi in Italia, le 5.000 attrici che fanno la fila per poter avere la parte di protagonista in un film sulla vita di Rocco Siffredi (film hard), e tutte le donne compiacenti, accorse ad Arcore, nel gioco di potere e di disprezzo per quelle che sono le regole di decoro imposte a qualsiasi personaggio rappresentativo del popolo italiano, danno una visione della donna servile e pronta ad offrirsi e a prestarsi alle più assurde richieste di un personaggio facoltoso e potente. La teoria del Superuomo di Nietzsche e di D’Annunzio non fu che il preludio all’instaurarsi dell’ideologia nazista in Europa, il porre l’uomo al di sopra di ogni limite, l’idea del superuomo come trionfatore dei deboli e degli schiavi, il vitalismo pieno e libero svincolato dai limiti imposti dalla morale tradizionale e l’affermazione del sé, si riscontrano oggi nel pensiero di molti. In particolare nei comportamenti di un noto leader  politico che con i suoi atteggiamenti da satiro dei boschi sempre a caccia di ninfette, con le giustificazioni addotte: “Io sono uomo e non posso farci niente se mi piacciono le donne” e soprattutto, la mancanza di rispetto per l’opinione e la libertà di espressione altrui, arrivando ad insultare, in diretta, non soltanto i conduttori di alcuni programmi televisivi, ma le donne tutte, sottintendendo che vi sono due tipi di donne quelle “Vere” (che lui frequenta) e le “Cosiddette”, manifesta tutti i sintomi di un pensiero retrodato. E’ convinto di essere al di sopra di tutti e delle leggi e di poter con il denaro, mettere tutto a tacere, minaccia di punire i Pubblici Ministeri che lo accusano, fa promulgare leggi ad personam, con la manipolazione mediatica ottiene il consenso che in altro modo, dubito avrebbe ottenuto. Tutto questo fa pensare più ad una dittatura che ad una democrazia voluta dal popolo e da esso esercitata attraverso i suoi rappresentanti. Questi non vogliono essere retropensieri ma analogie tra il pensiero dominante di allora e quello un po’ meno dominante della società attuale. A me sembra che ci sia un’ involuzione del pensiero in generale, non soltanto in politica e questa opinione è condivisa anche dagli osservatori della stampa estera che hanno fatto notare che le donne stanno cambiando.

Ho apprezzato molto il messaggio del Capo dello Stato al Comitato per le pari opportunità: “I media offendono la donna considerandola come un bene di consumo”  in cui ha esortato a porre un limite a questo dilagare della tendenza alla sottovalutazione o all’aperto disprezzo della dignità femminile.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.1.256556121

Sta riaffiorando anche l’intolleranza verso coloro che sono diversi da noi e assistiamo, talvolta, a posizioni assurde nei confronti dell’immigrazione, dell’integrazione e della tolleranza religiosa. Sono convinta che bisogna esprimersi e  prendere le distanze da ciò che non ci sembra giusto o umanamente accettabile.  Se quelli che propugnano certe idee leggessero e capissero quante sofferenze sia costata la colonizzazione in passato,  potrebbero rendersi conto che l’integrazione pacifica si ha solo con l’accettazione del diverso e, fermo restando il diritto di ognuno di mantenere la propria identità culturale, bisogna trovare un modo di vivere che permetta a chi è diverso da noi di condividere e rispettare la nostra cultura. Non è attraverso l’esclusione e l’oppressione che questo si ottiene, questo è l’unico modo per creare dei forti nazionalismi e dei conflitti ideologici di cui la nostra società per progredire non ha bisogno.

Non è facile essere donne – Rosy Bindi

Non è facile essere donne in questo momento della nostra storia e del nostro Paese. È triste dirlo ma in poco tempo sono sono state rimesse in discussione le fatiche di migliaia di donne che, negli ultimi 60 anni, hanno lottato perché si potesse vivere come uguali nella vita pubblica e in quella privata. Non voglio dire che ci fossero riuscite completamente, perché il cammino verso una vera uguaglianza di diritti e di opportunità è ancora lungo. Ma la strada era tracciata.

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