Qualcosa di personale

Posted on 20/07/2011

0


Se è vero che di ogni cosa bisogna cogliere l’essenza cioè, secondo la concezione aristotelica, “Ciò per cui una certa cosa è quello che è e non un’altra cosa”, è anche vero che questa compenetrazione con gli esseri e le cose che ci circondano ci porta ad armonizzare meglio con esse e, quindi, a vivere una vita migliore. A volte ci tormentiamo nella vana ricerca di una felicità utopica, senza renderci conto che é lì a portata di mano, basta saperla individuare.  Saper percepire l’essenza delle cose è la capacità di arrivarne al cuore, di capirle nella loro particolarità che le rende uniche e non replicabili, siano esse oggetti inanimati, persone o luoghi. E’ come fissare nella mente una persona per le sue peculiarità fisiche e intellettive, sfrondandone l’immagine da tutte le sovrastrutture culturali e della moda che costituiscono delle variabili che mutano nel tempo.  I luoghi della nostra infanzia che tanti ricordi suscitano in noi, rivisti in età adulta ci risultano quasi estranei, anche se il paesaggio non è stato modificato, questo perchè le cose acquistano il significato che noi gli diamo in quel momento.  L’essenza e il significato delle cose sono quelle le rendono indelebili nel nostro ricordo, perchè qualcosa di memorabile è accaduto, anche se non necessariamente importante per la nostra vita, tutto il resto è quotidianità, abitudini che lentamente ci fanno morire.

Elettra Prodan

neruda-or-martha-medeiros

Lentamente muore

della brasiliana Martha Medeiros, pubblicata nel 2000 sul quotidiano Zero Hora di Porto Alegre, spesso attribuita a Pablo Neruda

 

 

A Morte a Devagar

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca o colore dei vestiti,

chi non rischia,

chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,

chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i

piuttosto che un insieme di emozioni;

emozioni che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti agli errori ed ai sentimenti!

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,

chi rinuncia ad inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare,

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di

gran lunga

maggiore

del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di

una splendida

felicità.


http://news.supermoney.eu/opinioni/2013/02/lo-stato-laico-e-il-matrimonio-008416.html

http://news.supermoney.eu/tecnologia/2013/02/microsoft-acquisisce-la-dell-008584.html#

Advertisements