Perché si scambiano baci sotto il vischio?

Posted on 23/12/2011

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Il vischio si regala a Natale come simbolo di fortuna, protezione e amore, sulla porta di casa é di buon auspicio per i visitatori e la tradizione vuole che gli innamorati si bacino sotto il vischio per tenere lontane le difficoltà, se invece una ragazza non viene baciata dal suo amato non si sposerà per tutto l’anno successivo.

Qual é l’origine della malìa di questa pianta evocatrice di leggende entrate nella tradizione cristiana anche se di origini pagane?

Le popolazioni celtiche lo chiamavano olojacet e lo consideravano una pianta sacra, un dono degli dei che aveva il potere di tenere lontano disgrazie e malattie, usavano raccoglierlo con un falcetto d’oro, vestiti di bianco, scalzi, digiuni, solo in caso di necessità. Per i Druidi era una manifestazione degli dei che vivono in cielo e gli attribuivano un grande potere, essendo una pianta che non ha radici proprie ma vive come parassita di diversi alberi pensavano che se avesse toccato terra avrebbe perso i suoi poteri.

Una leggenda anglosassone narra che il vischio fosse una pianta della dea Freya, sposa di Odino e protettrice dell’amore e degli innamorati, la dea aveva due figli Balder e Loki, l’uno inviso e l’altro amato da tutti, per proteggere Balder che Loki voleva uccidere chiese a Fuoco, Terra, Acqua, Aria, a tutti gli animali e le piante di proteggerlo e così fu. Loki però si accorse che la madre non si era rivolta al vischio che viveva per aria,  intrecciò un dardo con i rami di questa pianta e fece uccidere Balder dal Dio dell’inverno. Tutte le forze benefiche della Terra per tre giorni e tre notti cercarono di riportarlo in vita non riuscendoci, Freya allora pianse lacrime che a contatto del dardo si trasformarono in bacche perlate che riportarono in vita il figlio e per la felicità la dea ringraziò con un bacio tutti quelli che si trovarono a passare sotto l’albero su cui cresceva il vischio. Da quel momento in poi la dea darà la sua protezione eterna a chiunque si baci sotto il vischio, a simboleggiare l’amore che sconfigge anche la morte.

Un’altra leggenda è legata ad un vecchio mercante che viveva solo in un paese tra i monti, non si era mai sposato e non aveva amici. La notte  si rigirava nel letto e non riuscendo a prender sonno, pensò di uscire di casa dove vide la gente dirigersi da tutte le parti verso uno stesso luogo, alcuni gli tesero la mano e gli chiesero “Fratello, non vieni?” Rimase un pò perplesso dal momento che lui non aveva fratelli ma solo clienti con cui trattava i suoi affari, senza preoccuparsi di chi fossero e cosa facessero, per tutta la vita era stato avido e avaro. Incuriosito si mosse insieme a un gruppo di vecchi e fanciulli e malgrado desiderasse in cuor suo avere tanti fratelli qualcosa gli succeriva che non poteva essere loro fratello poiché molte volte li aveva ingannati, piangeva miseria per vender a più caro prezzo e speculava sul bisogno dei poveri, non aveva mai avuto gesti di generosità. Lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita, eppure tutti gli camminavano a fianco. Giunse con loro davanti alla Grotta di Betlemme e vide che, al contrario di lui che era ricco, nessuno entrava a mani vuote, neanche i poveri, si inginocchiò insieme agli altri nella grotta ed esclamò:  “Signore, ho trattato male i miei fratelli, perdonami” e cominciò a piangere. Uscito dalla grotta, il mercante continuò a piangere  appoggiato a un albero e i suoi sentimenti cambiarono. Alle prime luci dell’alba le sue lacrime risplendevano come perle in mezzo a due foglioline, era nato il vischio.

Il vischio, il cui nome botanico è Viscum Album, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Visacee parassita di alberi come i pioppi, le  querce, i tigli, gli olmi, i noci, i meli e diverse  conifere, come il  pino silvestre e il  pino montano. Si nota meglio in inverno perchè i suoi cespugli, insediati nei tronchi, provoca la perdita delle foglie della pianta che li ospita. Il vischio ha foglie verdi poiché é in grado di compiere la fotosintesi clorofilliana e dal momento che non può procurarsi da sola l’azoto lo recupera dalla pianta che lo ospita. I suoi fiori sono gialli e le bacche giallastre o bianche lucide, tossiche per l’uomo ma non per gli uccelli che le trasportano favorendo così la riproduzione. Se le bacche vengono immesse in una piccola fessura di un tronco, si forma la pianta e se non si moltiplica troppo non soffoca la pianta ospitante e non fa gravi danni,  se toccano terra no, perchè germogliano e muoiono.

Il vischio viene usato a scopo ornamentale e in erboristeria per infusi e tinture come blandi rimedi nella cura dell’ipertensione e dell’arteriosclerosi, anche se la loro azione benefica é controversa per l’azione dei succhi gastrici che ne inibirebbero l’azione.  E’ utile in caso di uso di anticoagulanti, antidepressivi e antisoppressori perchè ne potenziano l’azione, essendo una pianta segnalata dal centro antiveleni non è consigliabile utilizzare la pianta solo con l’aiuto di personale specializzato. Tutte le parti del vischio risultano tossiche,  in particolare le bacche per la presenza di vascumina che provoca agglutinazione dei globuli rossi e di alcuni peptidi. I sintomi dell’intossicazione da vischio sono: lo sviluppo di una gastroenterite, sete elevata, diplopia, dilatazione pupillare, diminuzione dei battiti cardiaci fino al collasso, possono anche verificarsi allucinazioni, disturbi mentali e convulsioni.

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