Quattro sistemi legilativi

Posted on 25/12/2011

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Traduzione dal francese di un articolo di Laure Sydola su Osez le féminisme

Un primo approccio, proibizionista, è presente specialmente negli Stati Uniti. Gli sfruttatori e le persone che si prostituiscono sono perseguiti, ma in realtà, sono soltanto queste ultime che sono condannate, il che aggrava la loro situazione.

In Europa due sistemi si oppongono: chi auspica l’introduzione di regolamentazioni e l’abolizionismo. Il primo consiste nell’inquadrare la prostituzione, fa della prostituzione un mestiere come un altro, i cui proventi sono tassabili, il cliente, un consumatore di non importa quale prodotto o servizio, e lo sfruttatore, un imprenditore. I Paesi Bassi hanno optato per questo sistema nel 2000 e la Germania nel 2001. Uno degli argomenti portati avanti è la protezione delle prostitute e il loro accesso a una protezione sociale. Tuttavia, secondo uno studio del sociologo Richard Poulin, dei Paesi Bassi, solo il 4% delle prostitute sono registrate. E in questi paesi, il traffico di persone é notevolmente aumentato.

Al contrario, per i paesi abolizionisti, la prostituzione è considerata una violenza fatta alle donne, e quindi deve essere abolita. Teoricamente, la prostituta è vista come una vittima del sistema della prostituzione e lo sfruttamento è condannato dalla legge. Ma attualmente, la legislazione in Francia, ancora abolizionista, è incoerente. Con la legge sull’adescamento passivo del 2003, le prostitute sono suscettibili di essere perseguite, che accresce la loro vulnerabilità, faccia a faccia con i loro sfruttatori e dei clienti.

La Svezia ha iniziato nel 1999 un altro approccio, neo-abolizionista: le prostitute sono considerate come delle vittime del sistema della prostituzione, i clienti poi riconosciuti come un collegamento di questo sistema, sono penalizzati, spesso simbolicamente: essi sono condannati solo al pagamento di semplici ammende. Un rapporto pubblicato nel 2010 dal governo svedese, segnala una riduzione di metà della prostituzione di strada e una riduzione del traffico di esseri umani nel paese.

Il Ministro della Solidarité  et de la Cohésion Sociale si dovrà pronunciare sull’adozione di tale legislazione in Francia. Questo governo, abituato alle grandi dichiarazioni d’intenzione, oserà, questa volta, unire gli atti alle intenzioni?

Laure Sydola

http://www.osezlefeminisme.fr/journal/numero-13

Mandiamoci la Garfagna ad imparare!

https://speradisole.wordpress.com/tag/femminismo/

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