Revisionismo storico

Posted on 06/01/2012

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« Come Giacomo Matteotti, andò consapevolmente incontro al suo tragico destino. Egli, come Matteotti, ha gettato tra la libertà e la dittatura il suo corpo – ridotto ormai a una macchia di sangue dalla selvaggia aggressione – perché esso fosse il primo spalto della lotta dei cileni contro la dittatura. »   Sandro Pertini parlando di Salvador Allende

Augusto Pinochet

Auguste Pinochet

Cambiando la chiave di lettura della dittatura di Pinochet sui sussidiari dei bambini e sostituendo la parola dittatura con regime, le destre, andate al potere dopo un ventennio con Sebastian Piñera, intendono ripulire la memoria del periodo storico che iniziò nel 1973 con un golpe che portò al potere Pinochet dopo un bombardamento al palazzo presidenziale.  Il periodo storico in questione ha portato, oltre all’uccisione del Presidente Salvador Allende e dei suoi collaboratori, ad un periodo di grave repressione e violenza da parte del potere testimoniata da indiscutibili prove documentali. Molti dei sostenitori Piñera erano collaboratori di Pinochet e c’è da notare che pur essendo stato a suo tempo un oppositore di Pinochet, Piñera ha il supporto di solo il 20% dell’elettorato  e non riesce a contenere i revisionisti. Molte sono state le proteste al riguardo e tra le altre quella della Senatrice Isabel Allende, figlia del Presidente ucciso, che ha definito inaccettabile la definizione:

“Vanno contro il senso comune, visto che tutto il mondo sa che in Cile per diciassette anni c’è stata una dittatura feroce. Non c’era un Parlamento, non c’erano libertà civili e politiche, ci furono persecuzioni, omicidi politici, desaparecidos, e moltissime e gravi violazioni dei diritti umani”.

Quindi sui libri di storia scomparirà la parola dittatura per definire i 17 anni del regime che ha oppresso il popolo cileno dal 1973 al 1990 e al suo posto i ragazzi studieranno la versione ripulita di un regime militare che ha ristabilito l’ordine nel paese.

Salvador Allende

Salvador Allende, nato a Valparaiso in Cile il 26/7/1908, benestante di famiglia studia medicina ed esercita la professione di medico, appassionato marxista e acuto critico del sistema capitalista, diventa attivista politico e nel 1933 é tra i fondatori del Partito Socialista cileno, nel 1938 viene eletto deputato e nel 1942 Ministro della Sanità; nel 1945 diventa Senatore e poi Presidente del Senato. Viene presentato elezioni presidenziali come candidato delle sinistre, la prima nel 1958 ma non viene eletto e la quarta nel 1970 come candidato di Unidad Popolar una coalizione che riunisce Socialisti, Radicali e partiti di sinistra.

La sua politica apertamente di sinistra e improntata alle relazioni con Cuba, la sua “via cilena al socialismo” che prevedeva opportune misure che puntavano sulla riforma agraria, aumento dei salari, nazionalizzazione obbligata, senza alcun indennizzo, del rame, principale ricchezza del Cile, gli provoca l’ostilità dell’amministrazione Nixon e degli Stati Uniti che si concretizza in una pressione economica attraverso canali legali quali l’embargo e altri illegali come il finanziamento degli oppositori politici nel Congresso Cileno e nel 1972 attraverso l’appoggio economico erogato al sindacato dei camionisti, che paralizza il paese. Oltre al dissenso internazionale dei paesi solidali con gli Stati Uniti ha dovuto affrontare tensioni interne dovute alla perdita dei privilegi della media e alta borghesia e delle famiglie cilene che detenevano e concentravano il potere economico nelle proprie mani, poiché il suo programma prevedeva grandi interventi statali e la ridistribuzione della ricchezza  per poter attenuare gli squilibri tra ricchi e poveri.

Il 1973 è un anno di caos totale e di crisi per il Cile che affrontava oltre all’inflazione e a un pessimo andamento dell’economia dovuto anche alla mancanza di materie prime. L’11/9/1973 la destra nazionalista di Auguste Pinochet, coordinata dagli Stati Uniti, effettua un colpo di stato assaltando e bombardando il Palacio de la Moneda, residenza presidenziale, Salvador Allende viene destituito e si suicida, le circostanze della sua morte non sono molto però molto chiare perchè il suo medico personale conferma che il Presidente si é suicidato con un colpo di fucile, versione accettata dalla famiglia, ma altri sostengono che sia stato ucciso dai golpisti, versione confermata anche da un racconto di quei momenti di Gabriel Garcìa Màquez. Il colpo di stato e l’uccisione di Salvador Allende provocano l’indignazione da parte di molti paesi europei che organizzano scioperi di solidarietà con il popolo cileno, l’Italia e la Svezia non riconobbero mai il regime di Pinochet.

La dittatura di Pinochet é durata 17 anni, si stima che le vittime siano state più di tremila tra morti e desaparecidos, anche non cileni, trentamila le persone torturate,  queste cifre emergono dal Rapporto Rettig, un’inchiesta ufficiale condotta in Cile dopo la fine della dittatura nel 1990. Altra documentazione emersa e catalogata in tempi recenti, dimostra come la CIA, abbia pilotato la destituzione di Allende e abbia incoraggiato ed alimentato l’uso della tortura da parte del dittatore Pinochet.

Elettra Prodan

Estratto del discorso di Salvador Allende al popolo cileno, fatto alla radio prima di morire:

“Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento„

Frasi celebri:

“Sono pronto a resistere con ogni mezzo, anche a costo della vita, in modo che ciò possa costituire una lezione nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione„

“Noi vivremo in eterno in quella parte di noi che abbiamo donato agli altri„

“Stiamo cercando di superare lo Stato borghese, di cambiarlo dalle fondamenta„

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