L’apertura dei giochi olimpici, uno spettacolo kitsch, celebrativo e fantasmagorico.

Posted on 28/07/2012

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«Nel regno del Kitsch impera la dittatura del cuore. I sentimenti suscitati dal Kitsch devono essere, ovviamente, tali da poter essere condivisi da una grande quantità di persone. Per questo il Kitsch non può dipendere da una situazione insolita, ma è collegato invece alle immagini fondamentali che le persone hanno inculcate nella memoria»

(Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere)

Lo spettacolo di apertura dei giochi olimpici 2012 sicuramente mi ha colpita per la grandiosità e la fantasmagoria delle scene rappresentate in un’immensa discoteca anni settanta ma, ad analizzarlo bene, non mi ha trasmesso emozioni per la bellezza di ciò che vaniva proposto all’attenzione di tutto il mondo. Lo definirei un kitsch di lusso per rendere partecipe lo spettatore di simbolismi e sentimenti nazionali di cui l’Inghilterra va sicuramente fiera, ma che non sono condivisi a livello sovrannazionale e quindi poco indicati in una manifestazione che riunisce le nazioni di tutto il mondo all’insegna dello sport.

La Gran Bretagna ha celebrato sé stessa con uno spettacolo costato 23 milioni di sterline e, malgrado fossi attenta alla scenografia, c’é stato un momento in cui tutto questo mi é sembrato un’inutile spreco, non soltanto di denaro, ma anche di risorse energetiche, necessarie per poter abbagliare con luci, suoni e colori di indubbio effetto.

E’ giusto che un paese festeggi e gioisca quando le sue vicende glielo consentono, ma la storia ci insegna che il potere, non escluso il papato, per rabbonire il popolo organizzava festeggiamenti popolari e lo abbagliava con la magnificenza e lo splendore di spettacoli per far loro dimenticare il malcontento e i problemi da risolvere. Anche la Reggia di Versailles, voluta da Luigi XIV, fu costruita per dare ai nobili della provincia festeggiamenti e mondanità per mettere definitivamente in ginocchio e ridurre all’obbedienza questa nobilità ribelle.

Per quanto riguarda la musica, il rock l’ha fatta da padrone e non poteva essere diveramente nella terra dove i Beatles sono il simbolo di questo genere musicale, nulla di nuovo, quindi, neanche sotto questo profilo.

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