I meccanismi della memoria

Posted on 02/01/2013

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Un-buen-homenajeCapire come funziona la nostra memoria è essenziale per poter ritenere il maggior numero di informazioni utili sfrondando da tutto quello che ci sovraccarica inutilmente, anche se è impossibile mantenere tutto sotto controllo. Le informazioni e gli stimoli che ogni giorno riceviamo vengono depositati in tre zone differenti del cervello dalle quali poi vengono richiamate.

La prima è la memoria sensitiva che trattiene soltanto per pochi attimi il 25% delle informazioni che le arrivano dagli organi di senso e di queste solo l’1% viene immagazzinato nell’area del linguaggio, nella memoria primaria o memoria a breve termine, vale a dire la zona più limitata del cervello che è in grado di verbalizzare quanto appreso o associarlo ad informazioni precedenti.

Il trasferimento di dati dalla memoria primaria a quella secondaria (a lungo termine) è una funzione devoluta all’ippocampo che gestisce le emozioni e la nostra percezione della realtà, di conseguenza le emozioni e l’oblio sono influenzati dalle emozioni negative e positive. Nella memoria a breve termine le informazioni si deteriorano facilmente, mentre in quella a lungo termine si mantengono in modo piuttosto stabile. Il cervello non memorizza i dati come fossero una fotografia ma attraverso associazioni e anche quando alla nostra memoria mancano dei frammenti è possibile ricavare comunque, un’immagine intera, anche se sfocata.

La capacità della memoria a breve termine è subordinata al fatto che i ricordi vengano richiamati abbastanza spesso, se questo non avviene le informazioni si perdono, diversamente passano nella memoria a lungo termine.

La memoria a lungo termine è illimitata ma spesso la difficoltà di richiamare i ricordi consiste nel fatto che non ci siano sufficienti associazioni per far riaffiorare il ricordo.

È buona norma associare emozioni positive ai dati che si intende ricordare poiché l’oblio tende a non far riaffiorare i ricordi che destano ansia o sensi di colpa, i ricordi non scompaiono, ma il subconscio evita che le giuste associazioni li facciano emergere.

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