La Giornata Internazionale della Donna

Posted on 08/03/2013

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Le donne sono i veri architetti di questa nostra società   (Harriet Beecher Stowe)

Doodle dedicato da google alla Giornata Interrnazionale della Donna 2013 per celebrare le donne di qualsiasi età di tutto il mondo

Doodle dedicato da google alla Giornata Interrnazionale della Donna 2013 per celebrare le donne di qualsiasi età di tutto il mondo

La Giornata Internazionale della Donna è l’occasione per mettere in evidenza la centralità della figura femminile nella società contemporanea nella quale risulta sempre estremamente difficoltoso per la donna conquistare un ruolo non subalterno all’interno di essa. L’apporto delle donne nei vari campi della cultura e del lavoro è tanto più significativo quanto più è difficile il riconoscimento dei loro meriti e delle loro capacità in una società che ancora le discrimina relegandole ad ruolo secondario funzionale alla carriera e all’affermazione degli uomini. Vorrei ricordare la vita di alcune donne che hanno avuto il coraggio di cambiare la loro condizione e conquistare la propria indipendenza, cercando così di rivalutare un pò l’immagine della donna che ci viene proposta dagli stereotipi tradizionali.  

Numerose sono le donne che sono riuscite a costruire la propria indipendenza affermandosi in campi che prima erano loro preclusi, tralasciando gli esempi di attiviste politiche o letterate delle quali ho già parlato in precedenza, vorrei ricordare la ritrattista Élisabeth Vigée-Le Brun che si affermò in Francia come pittrice all’inizio dell’Ottocento. 

Madame Vigée-Lebrun nacque a Parigi nel 1755, suo padre pastellista colpito da un disegno fatto da lei all’età di otto anni le predisse un futuro da pittrice, la sua predisposizione artistica si manifestò ben presto con disegni fatti ovunque, sia sui quaderni che sulle pareti del convento, dal quale uscì all’età di 11 anni per tornare a vivere in famiglia. La sua adolescenza fu segnata dalla morte del padre e, nonostante il dolore per la sua perdita, si affermò come pittrice professionista fin dall’età di 15 anni, protetta da donne influenti dell’epoca inserendosi con facilità tra i grandi della sua epoca e rifiutando persino ritratti che le venivano commissionati. 

Fu ammessa alle sedute pubbliche dell’Académie Royale in seguito alla donazione di due suoi ritratti e nel 1783 fu ammessa all’Accademia Reale di Pittura e Scultura, durante la rivoluzione lasciò Parigi, il successo e ricominciò dipingendo per le corti d’Europa a Roma, Vienna, Londra e San Pietroburgo. Rientrò a Parigi solo nel 1800 e a 54 anni aprì un salotto letterario a Louveciennes, vicino al castello di Madame Du Barry alla quale aveva fatto 3 ritratti, a 80 anni pubblicò i suoi Souvenirs che sono considerati ancora un documento importante per i fatti storici raccontati che aveva vissuto intensamente. Morì all’età di 84 anni ed è sepolta nel cimitero di Louveciennes, oltre che per la sua longevità è ricordata come un’artista feconda che ha lasciato ritratti di molti grandi personaggi della sua epoca.

“Maria Antonietta era alta, straordinariamente ben fatta, abbastanza formosa, ma non pingue. Aveva splendide braccia, mani piccole perfettamente conformate, piedi graziosi. Era la donna di Francia dal più bell’incedere: teneva la testa molto alta, con una maestà che faceva riconoscere la sovrana in mezzo a tutta la corte, ma senza che questo nuocesse minimamente a quanto di dolce e di benevolo v’era nel suo aspetto. È difficilissimo dare un’idea di tanta grazia e di tanta nobiltà a chi non abbia personalmente visto la regina. I suoi tratti non erano regolari; aveva ereditato dalla sua famiglia quell’ovale lungo e stretto del viso tipico delle sue origini austriache. I suoi occhi, non grandi, erano quasi azzurri; aveva lo sguardo vivo e dolce, il naso sottile e grazioso, la bocca regolare, nonostante le labbra fossero piuttosto marcate. Ma l’incarnato splendente era la connotazione più straordinaria del suo viso. Non ne ho mai visto uno così luminoso, e dire luminoso è l’unico modo per descriverlo: la sua pelle era, infatti, così trasparente da non prender l’ombra. Non potevo quindi rendere i contrasti come avrei voluto: mi difettavano i colori per dipingere quella freschezza, quei toni così fini, tipici della sua deliziosa figura, che non ho mai trovato in nessun’altra donna.”  (da Memorie di una ritrattista, p. 32)

Memorie di Élisabeth Vigée-Le Brun (clicca sul link)

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