Le cose che ho imparato dalla vita – Paulo Coelho

Posted on 05/08/2016

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PauloCoelho_Circle_2xEcco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.

Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.

Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.

Che la pazienza richiede molta pratica.

Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.

Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.

Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.

Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.

Tratto dal blog di Speradisole (apri il link sottostante)

https://wordpress.com/read/feeds/46768/posts/1073540262

 

Paulo Coelo è nato a Rio de Janeiro il 24/8/1947 da una famiglia di origini portoghesi, è uno scrittore e poeta brasiliano che scoprì la sua predisposizione giovanissimo, il suo primo premio letterario lo vinse ad un concorso scolastico. Il rifiuto per le comuni regole di comportamento lo portano ad avere un rapporto conflittuale con i genitori che lo fanno addirittura rinchiudere in un’ospedale psichiatrico all’età di 17 anni, in seguito per volere del padre si dedica agli studi che poi abbandona, entra in contatto con un gruppo di teatro e fa il giornalista, decide poi di partire inseguendo gli ideali degli hyppies, soprattutto per evitare di essere nuovamente internato.

Nel 1971, insieme a Raul Seixas, cantante e compositore, con il quale compone più di sessanta testi per le canzoni, si dedica all’attivismo politico che poi abbandonerà dopo la sua incarcerazione, negli anni successivi viaggia moltissimo, va a Parigi, torna in Brasile, diventa anche autore televisivo e giornalista e poi nei Paesi Bassi dove incontra una persona che lo riconduce alla cristianità.

Nel 1987 pubblica Il cammino di Santiago, l’Alchimista, il suo libro più famoso. Seguono Il dono supremo, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, Monte cinque, Il manuale del guerriero della luce, Veronica decide di morire, Il diavolo e la signorina Prym, Le confessioni del pellegrino, Undici minuti, Lo Zahir, Sono come un fiume che scorre, Sfide Agenda 2007, La strega di Portobello, Brida, Le valchirie, Aleph, Il manoscritto ritrovato ad Accra.

Le sue opere, sono state pubblicate in centosettanta paesi e tradotte in settantadue lingue, ha ricevuto il Crystal Award 1999, nel settembre del 2007 l’ONU l’ha nominato Messaggero per la pace durante la cerimonia di commemorazione a New York della Giornata Internazionale della Pace,  in quell’occasione ha detto «Accetto questa meravigliosa responsabilità e mi prefiggo di fare il massimo per migliorare questa e la prossima generazione»,  è membro dell’Accademia Brasiliana di Lettere, Consigliere Speciale per l’Unesco.

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