Il computer rivela: Shakespeare copiava Marlowe, lo stile dei due grandi scrittori inglesi sarebbe identico.

Posted on 24/10/2010

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Il computer rivela: Shakespeare copiava Marlowe
Pagina 33 (31 maggio 1994) – Corriere della Sera

Idrammi di Shakespeare (alcuni o tutti) furono scritti da Christopher Marlowe? Oppure, il giovane Shakespeare copiava dal suo celebre collega (morto ammazzato nel 1593 vicino a Londra)? La domanda, non nuova, si ripropone in questi giorni in Inghilterra. Grazie allo studio di due ricercatori dell’ universita’ di Aston, Robert Matthews e Thomas Merriam. Usando uno speciale programma del computer, i due hanno paragonato i primi lavori di Shakespeare (le parti 2 e 3 dell’ Enrico VI, datate 1590 91) con un dramma anonimo (The Contention and the True Tragedy of Richard, Duke of York), ma generalmente attribuito a Marlowe. E il risultato e’ sorprendente: lo stile dei due testi e’ al 90 per cento lo stesso. A questo punto, ecco il dilemma: Shakespeare copiava Marlowe? Oppure: Shakespeare firmava le opere scritte da Marlowe? Nel primo caso, la scoperta e’ importante, ma non rivoluzionaria. “E probabile” dice infatti Merriam “che il giovane William sfruttasse un autore gia’ affermato”. Ben altra portata, invece, ha l’ altra ipotesi. Che da tanto tempo affascina gli studiosi come un vero e proprio giallo. Negli anni ‘ 50, infatti, l’ americano Calvin Hoffman aveva ottenuto di far aprire la tomba di Shakespeare a Stratford; anni dopo, ripete’ l’ operazione con il sepolcro di sir Thomas Walsingham, capo dei servizi segreti inglesi per cui Marlowe lavoro’ come spia. Le esumazioni non provarono niente. Molti, comunque, continuarono a credere che la morte di Marlowe nel 1593 fu solo una messinscena. Sarebbe fuggito in Italia, e avrebbe continuato a scrivere. Fornendo i suoi drammi a un prestanome chiamato Shakespeare.

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Shakespeare e Marlowe erano amici nella vita e frequentavano le taverne dove discutevano animatamente e, dove, probabilmente, si scambiavano idee e progetti. Marlowe è stato quello che ha perfezionato e portato ad altissimi livelli il verso sciolto che, in seguito, ha adottato anche Shakespeare. Le opere di Marlowe sono precedenti a quelle di Shakespeare ma dire che questi abbia copiato non mi sembra esatto, non riesco ad immaginare due amici che tentano di rubarsi le idee che prima hanno condiviso. Direi piuttosto che Shakespeare era influenzato da Marlowe e forse questi era per lui come una Musa alla quale i poeti si ispirano e, leggendo la vita di Marlowe, si può pensare che avesse una personalità molto forte, dominante, probabilmente con potere di fascinazione. Non ci vuole certo un computer per capire che ci sono molte analogie nelle opere di Shakespeare, basta saper leggere e, analizzando due opere: Ero e Leandro di Marlowe e Romeo e Giulietta di Shakespeare, si trovano, effettivamente, molte similitudini, a cominciare dal titolo delle due opere,  entrambe portano soltanto i nomi dei due protagonisti. Anche le loro storie, se comparate, hanno punti in comune, entrambe sono amori contrastati: Ero è sacerdotessa di Venere e ha fatto voto di castità, mentre Giulietta, invece, appartiene ad una famiglia in discordia con quella di Romeo, entrambe le storie finiscono con la morte del protagonista maschile e sia ad Ero che a Giulietta non resta che il suicidio. Sia Giulietta che Ero parlano del loro amore, non sapendo di essere udite dall’interessato e si ritrovano così a veder stravolte le regole dell’amor cortese, a cui venivano educate le ragazze dell’epoca; entrambe temono l’arrivo del giorno che le separerà dal proprio amante dopo la prima notte. Vi sono però anche delle differenze per il modo come viene trattata la storia, Shakespeare a differenza di Marlowe, che usa i miti e gli dei pagani, tratta l’amore e la tragedia, celebrando la morte, così come aveva trattato la vita. Marlowe invece, esalta l’amore, la sensualità, crea delle immagini a far da cornice alla storia dei due amanti ma, sfuma la morte, la tragedia di Ero che si getta dalla torre dopo la morte di Leandro viene appena accennata, sembra quasi un trionfo dei sensi e non il racconto di una tragedia annunciata. Un altro segno dell’influenza di Marlowe su Shakespeare la si ritrova nel Mercante di Venezia del 1598, in cui alcune tracce del dramma di Marlowe, L’ebreo di Malta del 1589, sono assai riconoscibili. Dal momento che le opera di Marlowe sono precedenti a quelle di Shakespeare, si può pensare ad un’influenza, come se avesse preso ispirazione ma abbia poi trattato l’argomento a modo suo. Per avere grandi idee bisogna essere pensatori, cosa che non credo fosse Shakespeare, oppure vivere la vita intensamente come in effetti è accaduto a Marlowe. Entrambi però hanno avuto il pregio di portare la poesia ed il teatro a livelli altissimi.

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